L’aumento previsto per le bollette nel 2022 è +50%. Che fare?

Il 2021 si è chiuso con una bruttissima notizia per tutti i consumatori italiani. Stando ai dati resi pubblici dall’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, il prezzo dell’energia elettrica registrato nell’ultimo trimestre dello scorso anno è stato il più alto registrato da otto anni a questa parte.

Il raffronto con lo stesso periodo del 2020 è impietoso. L’aumento si assesta su un +50% che fa venire i brividi. All’aumento del costo dell’energia elettrica si aggiunge anche l’aumento del costo del gas ed è presumibile che anche il settore telco non resterà a lungo fuori da questo giro di rincari.

Quanto incide la spesa in bollette sul budget della famiglia media italiana? Tanto. Per molte famiglie non è una spesa accessoria. In questo scenario il ruolo dell’utility manager certificato assume un’importanza fondamentale.

Su cosa si basa l’importanza dell’utility manager certificato? Sulla competenza e sulla consulenza. I corsi di formazione che portano all’ottenimento della certificazione sanciscono la competenza del professionista.

La formazione, tra le altre cose, riguarda anche la perfetta conoscenza del mercato e delle sue dinamiche. In questo modo l’utility manager può fare delle previsioni sulla base di una buona conoscenza del quadro generale. E questo attiva l’altro bonus che si dà al consumatore: la consulenza.

L’obiettivo che si pone ASSIUM è quello di trasformare la figura professionale dell’utility manager. Deve diventare un consulente e non essere un semplice venditore, come viene percepito dal mercato, che poi abbandona il consumatore una volta siglato il contratto o peggio ancora che ha come obiettivo quello di chiudere la vendita e amen.

La spesa in gas, energia e telecomunicazioni è centrale per i consumatori e per le famiglie in particolare. Sono beni primari e un professionista che agisce in questo settore deve aiutare e supportare i clienti e guidarli verso la scelta migliore.

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