Annuncio dismissione rete 3G TIM

Dopo che Vodafone ha concluso a inizio 2021 la dismissione della rete 3G, è ora la volta di TIM.

L’operatore infatti a fine Novembre ha annunciato che “Il processo di sostituzione sarà avviato a partire da Aprile 2022 e coinvolgerà, progressivamente, tutto il territorio nazionale”.

 

Anche in questo caso valgono tutte le considerazioni già fatte in occasione dello spegnimento della rete 3G Vodafone:

  • È necessario sostituire tutte le SIM di vecchia generazione con meno di 128k di memoria.
  • Gli smartphone che non supportano il VoLTE (Voice over LTE) non potranno navigare durante la conversazione (useranno la rete 2G per le chiamate); più frequentemente, sarà necessario abilitare da impostazioni le chiamate VoLTE.
  • I modem (chiavette USB, dispositivi IoT) che non supportano il 4G saranno costretti ad usare la rete 2G; in pratica, a meno che non effettuino volumi di traffico estremamente ridotti, diventeranno inutilizzabili, per cui saranno da sostituire.

 

L’unico operatore che per il momento non ha manifestato intenzioni di dismettere la rete di terza generazione è Windtre, che probabilmente ha meno urgenza di riassegnare al 4G le frequenze del 3G, avendo a disposizione uno spettro più ampio ereditato dalla integrazione delle reti dei due operatori Wind e TRE.

Sebbene la repentina dismissione delle reti 3G abbia generato qualche disagio nelle utenze business, soprattutto nel campo delle applicazioni M2M, è la possibile dismissione della rete 2G che si delinea all’orizzonte a destare le maggiori preoccupazioni.

Con Delibera N. 296/17/CONS, Agcom ha espresso il proprio parere favorevole alla proroga al 31 dicembre 2029 dei diritti d’uso delle frequenze in banda 900 e 1800 MHz, assegnati per l’espletamento dei servizi GSM, per tutti gli operatori, con obbligo obbligo minimo di assicurare la continuità del servizio GSM e la relativa qualità fino al 30 giugno 2022. In poche parole, gli operatori, sebbene autorizzati a mantenere almeno fino al 2029 le licenze per il 2G, potrebbero già da giugno dell’anno prossimo iniziare una lenta dismissione anche della rete GSM.

Sono molti però i servizi ancora attivi sulla rete di prima generazione che non sono facili da sostituire, in particolare quelli relativi ad applicazioni M2M nel settore delle Utilities.

Anche in considerazione dell’impatto non trascurabile su questo settore, il MISE ha avviato a Maggio del 2020 una “Consultazione pubblica sull’uso attuale e futuro del sistema mobile di seconda generazione GSM e di quello di terza generazione UMTS”, alla quale hanno partecipato tutti gli operatori mobili (anche i principali operatori virtuali) , diverse associazioni di categoria relative al settore utilities (es. Assogas, Anigas, Utilitalia…etc. ) e anche RFI (da notare infatti che la rete mobile “dedicata” a RFI, e i relativi device in uso,  è basata su tecnologia GSM) .

Dalle risposte sono emerse posizioni contrastanti, tra gli operatori che vorrebbero accelerare il processo di innovazione delle infrastrutture e dall’altra parte le utilities che invocano l’intervento regolatorio del MISE per scongiurare un impatto economico negativo sul settore.

Per il momento l’unica certezza, oltre alla dismissione ormai in atto del 3G, è la data del 31 dicembre 2029 che segnerebbe la definitiva dismissione del GSM, e che rende necessario per le aziende, soprattutto quelle che hanno un significativo parco installato nell’ambito delle applicazioni M2M , cominciare a pianificare un progetto di rinnovo delle proprie infrastrutture aprendo la strada a nuove tecnologie a prova di futuro, quali ad esempio l’utilizzo di e-SIM (per ridurre al minimo l’impatto di eventuali cambi di operatore o di profilo) e di reti alternative al 2G quali ad esempio il NB-IoT.

 

Francesca Mazzoni, CAPCOST Srl