Le bollette tornano a salire. Cerchiamo di capire perché

Set 3, 2026 | Attualità

In questo periodo credo che molti colleghi stiano ricevendo la stessa telefonata che sto ricevendo io: “Andrea, mi è arrivata la bolletta. Ma com’è possibile che sia aumentata così tanto?”

È successo con le aziende e sta succedendo anche con i privati. E probabilmente nelle prossime settimane questa domanda ce la sentiremo fare ancora parecchie volte.

Il motivo è abbastanza semplice da spiegare, anche se dietro ci sono dinamiche decisamente più complesse. Quello che vediamo oggi nelle bollette è anche la conseguenza di quello che è successo nei mesi precedenti sui mercati dell’energia elettrica e del gas.

Durante l’estate i prezzi all’ingrosso sono tornati a salire. A luglio, rispetto a giugno, abbiamo avuto un aumento importante sia sull’energia elettrica sia sul gas. Chi ha un contratto indicizzato comincia quindi a ritrovarsi questi movimenti direttamente nelle fatture.

Quando succede, la prima reazione è spesso quella di pensare che sia cambiato qualcosa nel contratto o che il fornitore abbia aumentato il prezzo. A volte può essere così e naturalmente va verificato, ma molto spesso il contratto sta semplicemente seguendo l’indice al quale è collegato.

Sul perché i mercati siano saliti entrano in gioco diversi fattori. Abbiamo avuto un’estate molto calda, quindi maggiore richiesta di energia per il raffrescamento. Sul gas rimangono tutte le incertezze che conosciamo bene: situazione geopolitica, forniture, stoccaggi e un mercato europeo che continua a reagire molto velocemente alle notizie.

E sappiamo bene che in Italia gas ed energia elettrica sono ancora strettamente collegati.

La domanda che secondo me dobbiamo farci adesso riguarda però soprattutto i prossimi mesi.

Tra poco arriverà l’autunno e poi entreremo nell’inverno 2026-2027. È evidente che con il freddo aumenterà la richiesta di gas e torneremo a guardare con molta attenzione il livello degli stoccaggi europei, le temperature e la situazione delle forniture.

Dire oggi che i prezzi saliranno sicuramente sarebbe sbagliato. Potrebbero salire, potrebbero scendere e potrebbero esserci momenti di forte volatilità. Chi lavora nell’energia da abbastanza tempo sa quanto velocemente possano cambiare le cose.

Ed è proprio per questo che continuo a pensare che il nostro lavoro debba essere fatto prima, non quando il cliente ci chiama con la bolletta in mano.

Quando incontro un’azienda, per esempio, la prima cosa che cerco di capire non è quale fornitore abbia. Voglio sapere quanto consuma, che tipo di contratto ha, quando scade, a quale indice è legato, quanto sta pagando e quanto pesa l’energia sulla sua attività.

Solo dopo ha senso parlare di cosa fare.

Ci sono momenti nei quali può avere senso bloccare un prezzo e altri nei quali, guardando il mercato e la situazione del cliente, può essere corretto rimanere indicizzati. E non necessariamente la scelta che abbiamo fatto per un cliente deve essere quella giusta per un altro.

Questa, almeno per come vedo io il nostro lavoro, è una delle differenze più importanti tra vendere un contratto e fare consulenza.

Negli anni ho visto troppe volte clienti cambiare fornitore semplicemente perché qualcuno proponeva qualche euro in meno. Poi il contratto veniva firmato, il cliente veniva lasciato lì e ci si rivedeva magari dopo un anno.

Oggi lavorare così ha sempre meno senso.

Il mercato dell’energia va seguito durante l’anno. Bisogna sapere quando scade un contratto, controllare le condizioni economiche, verificare come si stanno muovendo PUN e PSV e capire se ci sono momenti nei quali vale la pena fare una valutazione.

Questo vale soprattutto per le aziende. Se l’energia rappresenta una parte importante dei costi, non possiamo accorgerci a novembre che il contratto scade a dicembre e iniziare in quel momento a guardare cosa offre il mercato. Magari avremmo avuto condizioni migliori tre mesi prima e semplicemente non le abbiamo considerate.

È qui che secondo me l’Utility Manager deve essere utile.

Non abbiamo la sfera di cristallo e credo che sia importante dirlo anche ai clienti. Nessuno può garantire di comprare sempre nel punto più basso del mercato. Possiamo però seguire quello che succede, leggere i segnali, confrontare le possibilità e soprattutto dare al cliente il tempo di decidere.

Alla fine è questo che dovrebbe fare un consulente: dare gli strumenti per prendere una decisione con cognizione di causa.

Lo stesso discorso, anche se con numeri diversi, vale per una famiglia. Quando arriva una bolletta alta la prima cosa da fare è capire da dove nasce quell’aumento. Sono aumentati i consumi? È aumentato il prezzo della materia prima? Il contratto è indicizzato? Sono cambiate le condizioni economiche? C’è stato un conguaglio?

Sono domande molto semplici, ma bisogna partire da lì.

Da Delegato Regionale del Friuli Venezia Giulia di ASSIUM penso che uno degli obiettivi che dobbiamo avere sia proprio quello di aiutare le persone a comprendere meglio questo mercato. Perché negli ultimi anni è diventato evidente che luce e gas non possono essere gestiti guardando la bolletta una volta ogni tanto.

Il mercato cambia e continuerà a cambiare. Ci saranno periodi favorevoli e periodi più complicati. Il nostro compito come Utility Manager è esserci in entrambi i momenti, seguendo il cliente anche quando apparentemente non c’è nessun problema da risolvere.

Perché molto spesso è proprio quello il momento migliore per fare le valutazioni giuste.

di Andrea Lodolo – Delegato Friuli Venezia Giulia

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