Youthility: quando un settore decide di guardare al futuro

Giu 5, 2026 | News Assium

Cronaca e riflessioni dalla 5ª Convention Nazionale ASSIUM – Teatro Centrale, Roma, 12 Maggio 2026

Dario Cardile

Dario Cardile – Marketing Utility Manager Academy

Ci sono eventi che si frequentano per obbligo di agenda, e altri che ti lasciano qualcosa. La 5a Convention Nazionale ASSIUM, intitolata “Youthility“, è stata decisamente del secondo tipo.

Arrivo al Teatro Centrale di Roma con le aspettative tipiche di chi lavora nel settore delle utility da qualche anno: qualche tavola rotonda, numeri incoraggianti, strette di mano. Quello che trovo, invece, è qualcosa di più difficile da catalogare.

ASSIUM – l’Associazione Italiana Utility Manager – ha scelto per questa edizione un tema preciso e coraggioso: le generazioni. Non come retorica, ma come agenda. Il presidente Federico Bevilacqua apre i lavori con parole che suonano più come una dichiarazione d’intenti che come un discorso di benvenuto. Il Key Party ASSIUM 2026 è un atto di responsabilità per la professione di Utility Manager e per la formazione di nuovi talenti.

Non è una frase di circostanza. È il filo conduttore di un’intera giornata, nella quale si continua a dare valore alla professione di Utility Manager e di trasmetterla alle nuove generazioni.

Tra i momenti più significativi della convention, la presenza dell’On. Letizia Giorgianni – madrina dell’evento e promotrice istituzionale della figura dell’Utility Manager. È grazie al suo emendamento che il Decreto Bollette (DL n.34/2025) ha ufficialmente riconosciuto per la prima volta nella storia italiana la figura dell’Utility Manager, avviando un percorso verso la certificazione obbligatoria secondo la norma UNI 11782:2020.

“Ogni contratto corretto, ogni bolletta spiegata, ogni cittadino aiutato a capire e scegliere è un atto di cittadinanza, un contributo concreto al Paese” – dice dal palco, e la sala risponde.

Per chi lavora in questo settore da anni, sentire queste parole in un contesto istituzionale ha un peso specifico. Finalmente, la professione esiste. Non solo nella pratica quotidiana, ma nella legge.

La parte che mi ha colpito di più – e che, sospetto, colpirà chiunque abbia a cuore il futuro del settore – è stata la centralità data alle nuove generazioni. Non come ospiti, ma come protagonisti.

In questo spirito si è inserito anche il mio intervento, intitolato “Accendere persone, non solo reti“. Ho scelto di partire da una domanda scomoda: se noi stessi a volte fatichiamo a raccontare con orgoglio questo lavoro, come possiamo aspettarci che un ventitreenne lo scelga con entusiasmo? Il problema, ho provato ad argomentare, non è la mancanza di talento — il talento c’è. Manca la narrazione, e manca soprattutto il modo in cui accogliamo chi decide di entrare nel settore: troppo spesso con un mansionario, non con una storia. Il cuore del discorso era un invito a riscoprire il significato latino di educare — e-ducere, trarre fuori ciò che già c’è — rovesciando il modello del giovane come contenitore vuoto da riempire di procedure, per abbracciare invece quello del giovane come giacimento da cui estrarre domande nuove, sguardi freschi, energie inespresse. E con un’idea che mi sta particolarmente a cuore: la fiducia anticipata. Quella data prima che sia stata guadagnata, perché è proprio quella fiducia, data prima, a far emergere il meglio. Formare non è un costo, né un atto di generosità: è l’unico modo serio per restare rilevanti. Chi non si lascia educare dai giovani, diventa rapidamente obsoleto.

ASSIUM ha messo in chiaro una cosa: il settore delle utility non è un comparto di commodity. È un’infrastruttura di civiltà. Ogni giorno alimenta ospedali, scuole, imprese, famiglie. E ha urgente bisogno di essere rigenerata da nuovi talenti con competenze digitali, visione sostenibile e pensiero strategico.

La formazione, si è detto più volte, non è un accessorio. È una priorità assoluta. Il 2027 si profila come l’anno dell’obbligatorietà della certificazione – e questo significa che il settore si sta preparando a fare sul serio.

Esco dal Teatro Centrale con una sensazione rara: quella di aver assistito a qualcosa che conta. Non una convention di settore, ma un atto collettivo di responsabilità.

Luce, gas e connettività non sono più commodity da gestire passivamente. Sono la spina dorsale di una società che funziona. E gestirle con rigore, integrità e visione è un atto civile prima ancora che professionale.

Il futuro del settore si decide oggi, nelle scelte che facciamo su chi formiamo, chi accogliamo e a chi passiamo il testimone. ASSIUM sembra averlo capito. E questa convention ne è la prova.

Dario Cardile

Marketing Utility Manager Academy

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