Contratti telefonici di luce e gas: da oggi sono nulli senza consenso esplicito. Un risultato atteso, una battaglia di civiltà.

Giu 29, 2026 | News Assium

Dal 19 giugno 2026, entra pienamente in vigore una delle norme più attese nel settore dei servizi energetici degli ultimi anni: il comma 8-ter introdotto dal Decreto Legge 20 febbraio 2026, n. 21 — cosiddetto “Decreto Bollette” — stabilisce che i contratti di fornitura di energia elettrica e gas conclusi telefonicamente in assenza di un consenso esplicito e preventivo del consumatore ad essere contattato sono nulli.

Non voidabili. Non contestabili. Nulli.

È una svolta normativa che ASSIUM segue con attenzione da anni, e che oggi saluta con soddisfazione — pur sapendo che la strada verso un mercato davvero sano e professionale è ancora lunga.

Il contesto: un decennio di telemarketing selvaggio nel settore energia

Per comprendere la portata di questa norma, occorre ricordare da dove veniamo.

Negli anni successivi alla liberalizzazione del mercato dell’energia elettrica e del gas, e in particolare dopo la fine del servizio di maggior tutela per le utenze domestiche, il settore si è trovato a fare i conti con un fenomeno dilagante: il telemarketing aggressivo. Migliaia di call center, spesso operanti in catene di subappalto difficilmente tracciabili, contattavano quotidianamente i consumatori italiani proponendo cambi di fornitore con modalità ai limiti — e spesso oltre i limiti — della legalità.

I consumatori si trovavano improvvisamente cambiati di fornitore senza averlo richiesto, con bollette più care di quelle precedenti, con contratti conclusi da operatori che avevano utilizzato informazioni presenti nelle bollette stesse (codice POD o PDR) per perfezionare accordi mai davvero voluti. Le segnalazioni ad ARERA, all’AGCM e alle associazioni dei consumatori si sono moltiplicate negli anni. La perdita di fiducia verso l’intero comparto della distribuzione energetica ha raggiunto livelli preoccupanti.

Non è un caso che, in questo stesso periodo, si sia sviluppata l’esigenza di un nuovo profilo professionale capace di fare da intermediario qualificato tra le società di vendita e i consumatori: l’Utility Manager. Una figura che ASSIUM ha contribuito a definire, formare e certificare, e che risponde precisamente al vuoto lasciato da un mercato troppo spesso colonizzato da pratiche scorrette.

La norma: cosa prevede il Decreto Bollette

Il Decreto Bollette 21/2026 introduce due disposizioni chiave, tra loro collegate.

Il comma 8-bis stabilisce che i contratti di fornitura di energia elettrica e gas possono essere conclusi telefonicamente soltanto se il consumatore ha in precedenza fornito un consenso esplicito, libero, specifico e documentabile — non solo alla firma del contratto, ma all’essere contattato telefonicamente per ricevere proposte commerciali. Il consenso deve rispondere ai requisiti del GDPR: non può derivare da caselle pre-spuntate, da silenzi-assenso, né da autorizzazioni orali non registrate.

Il comma 8-ter è il cuore della riforma: i contratti conclusi in violazione del comma 8-bis sono nulli. L’onere della prova spetta al fornitore, che dovrà dimostrare di aver ottenuto il consenso nei modi previsti dalla legge. Le sole eccezioni ammesse riguardano il caso in cui il consumatore abbia preso lui stesso l’iniziativa del contatto (ad esempio compilando un form sul sito del fornitore) oppure sia già cliente del fornitore stesso e abbia dato specifico consenso a ricevere proposte commerciali.

La norma non è retroattiva: vale per i contratti conclusi a partire da oggi, 19 giugno 2026. Per quelli precedenti, rimane aperta la strada della contestazione su altri profili (trattamento illecito di dati personali, pratiche commerciali scorrette, violazione del Codice del Consumo).

Perché questa norma è importante per ASSIUM e per il settore

ASSIUM accoglie questa norma come un riconoscimento implicito di una verità che sostiene da anni: la qualità della rete di vendita è un problema strutturale del mercato energetico italiano, non un’anomalia marginale.

La liberalizzazione del mercato era e rimane un obiettivo giusto. Il mercato libero, in teoria, dovrebbe premiare chi offre condizioni migliori, chi investe nel servizio, chi fidelizza il cliente attraverso la qualità. In pratica, per troppo tempo, ha premiato chi chiamava di più, chi pressava di più, chi usava le informazioni del cliente in modo spregiudicato.

Il risultato è stato paradossale: una liberalizzazione che ha prodotto sfiducia. I consumatori non si fidano di chi li chiama. Non si fidano delle offerte che ricevono. Non si fidano del mercato libero come tale. E questo non fa bene né ai consumatori né alle società di vendita serie, che si trovano a operare in un contesto in cui la reputazione dell’intero settore è compromessa dalle pratiche dei meno scrupolosi.

La nullità dei contratti privi di consenso è uno strumento che riequilibra questo rapporto. Non basta da sola a risolvere il problema, ma manda un segnale chiaro: il mercato dell’energia non può essere un far west. Chi vende energia deve farlo con gli strumenti della professionalità, non con quelli della frode.

L’Utility Manager: la risposta professionale a un mercato che cambia

È in questo contesto che il profilo dell’Utility Manager — figura al centro del progetto ASSIUM — acquista oggi una rilevanza ancora maggiore.

L’Utility Manager è un consulente specializzato nel settore dei servizi a rete: energia elettrica, gas, ma anche telecomunicazioni e altri servizi utilitari. Si tratta di un professionista che ha seguito un percorso di formazione specifico, ha superato un esame di certificazione e ha scelto consapevolmente di fare di questa attività la propria professione. Può essere un agente di un singolo fornitore, un broker o un consulente indipendente — o quanto meno trasparente nella propria rappresentanza — che aiuta famiglie, imprese e pubbliche amministrazioni a orientarsi in un mercato complesso.

La certificazione ASSIUM per Utility Manager risponde a tre criteri fondamentali:

  • Competenza: l’Utility Manager conosce la struttura del mercato energetico, le modalità di formazione delle tariffe, i diritti dei consumatori, le procedure di switch e recesso, la normativa di settore. Non improvvisa e non vende solo quello che gli conviene: conosce il mercato e lo spiega al cliente.
  • Etica: l’Utility Manager si impegna a operare nel rispetto delle norme e dei codici deontologici. Non usa pratiche ingannevoli, non conclude contratti senza il pieno consenso del cliente, non agisce sotto pressione o con urgenze artificiali.
  • Professionalità: l’Utility Manager è riconoscibile, raggiungibile, responsabile. Il cliente sa chi ha davanti. Sa che quella persona ha sostenuto un percorso di formazione, ha superato una valutazione, si è impegnata a rispettare uno standard.

Questi tre elementi — competenza, etica, professionalità — sono esattamente ciò che manca nel modello del call center aggressivo che la norma di oggi intende contrastare. E sono esattamente ciò che il consumatore cerca, spesso senza saperlo, quando si trova a dover fare una scelta energetica.

Il valore per le società di vendita

Sarebbe un errore leggere questa norma come un segnale ostile nei confronti delle società che operano nel mercato libero dell’energia. Al contrario: la norma favorisce — e deve favorire — i fornitori che puntano sulla qualità della propria rete commerciale.

Per una società di vendita seria, avere come partner un Utility Manager certificato rappresenta oggi più che mai un vantaggio competitivo. Significa avere un interlocutore che:

– conosce il prodotto che propone e lo sa spiegare in modo chiaro e corretto;

– ottiene il consenso del cliente in modo trasparente, riducendo al minimo il rischio di contestazioni e recessi;

– fidelizza il cliente nel tempo, perché ha costruito con lui un rapporto di fiducia autentico;

– tutela la reputazione della società nei confronti degli organi di vigilanza e dell’opinione pubblica;

– se associato ad Assium è titolare di una polizza RC Professionale.

In un mercato in cui la nullità dei contratti privi di consenso è oggi sancita dalla legge, affidarsi a reti di vendita professionali e certificate non è solo un’opzione etica: è una scelta razionale. Il costo di un contratto nullo — in termini legali, reputazionali e di perdita del cliente — è immensamente superiore al costo di formare e valorizzare una rete di professionisti certificati.

Il consumatore al centro: il bisogno di una consulenza qualificata

C’è un altro aspetto che questa norma porta in primo piano, forse meno ovvio ma non meno importante.

La fine del telemarketing selvaggio non significa la fine del bisogno di consulenza energetica. Anzi: in un mercato liberalizzato, con offerte sempre più articolate, con la crescente complessità del mercato energetico il consumatore ha più che mai bisogno di qualcuno che lo aiuti a capire.

Il problema è che oggi il consumatore non sa a chi rivolgersi. Diffida delle chiamate che riceve (giustamente). Diffida delle offerte online (spesso altrettanto giustamente). Non ha strumenti per valutare in autonomia la convenienza di un’offerta rispetto a un’altra. E quindi, spesso, non fa nulla: rimane su un contratto non ottimale per paura di incappare in una truffa, oppure si affida al primo interlocutore che riesce a superare le sue difese — che non è necessariamente il più onesto.

L’Utility Manager è la risposta a questo bisogno. È qualcuno che il consumatore può cercare attivamente (sul sito Assium o sul registro di Accredia)— non qualcuno che lo chiama alle 20 di sera. È qualcuno che si presenta con un nome, un cognome, una certificazione verificabile. È qualcuno che lavora nell’interesse del cliente, e non solo nell’interesse del fornitore che paga la sua commissione.

Questo cambiamento di paradigma — dal venditore aggressivo al consulente qualificato — è ciò che ASSIUM lavora a costruire da anni. Ed è ciò che oggi, con l’entrata in vigore del Decreto Bollette, trova finalmente un riconoscimento anche a livello normativo.

La certificazione oggi è volontaria. Domani dovrebbe essere obbligatoria.

Va detto con franchezza: la norma di oggi è un passo avanti importante, ma non è sufficiente.

La certificazione per Utility Manager è oggi volontaria. Chi opera nel mercato energetico come agente, procacciatore d’affari o consulente non è obbligato a formarsi, a superare un esame, ad aderire a un codice deontologico. Può farlo liberamente — e il mercato, idealmente, premierà chi lo fa — ma non è tenuto ad alcuno standard minimo.

ASSIUM ritiene che questo debba cambiare. La formazione e la certificazione obbligatoria per chi opera professionalmente nella vendita di contratti di fornitura energetica è la naturale evoluzione di quanto già avviene in altri settori — dai mediatori creditizi agli agenti immobiliari, dai consulenti finanziari agli amministratori di condominio. In tutti questi ambiti, l’ordinamento ha riconosciuto che la complessità del servizio e l’asimmetria informativa tra professionista e cliente rendono necessario un sistema di qualificazione minima obbligatoria.

Il mercato energetico non è diverso. Anzi: la posta in gioco è alta. Le bollette rappresentano una voce rilevante del bilancio di una famiglia, di una impresa o di una pubblica amministrazione. Le scelte energetiche hanno conseguenze di lungo periodo. La fiducia del consumatore, una volta persa, è difficilissima da riconquistare.

ASSIUM continuerà a lavorare — nelle sedi istituzionali, nel confronto con le parti interessate, nel dialogo con le istituzioni — per portare all’attenzione del legislatore la necessità di un quadro normativo che preveda la qualificazione obbligatoria per chi opera professionalmente in questo settore. È una battaglia di sistema, non di categoria. E oggi, con l’entrata in vigore del Decreto Bollette, ha una ragione in più per essere combattuta.

Conclusione: un mercato più sano è possibile, e parte dalla professionalità

Il 19 giugno 2026 è stata una data importante per il mercato energetico italiano. La nullità dei contratti conclusi senza consenso esplicito non è solo una sanzione per le pratiche scorrette: è una dichiarazione di valori. Il valore del consenso, il valore della trasparenza, il valore della fiducia.

ASSIUM saluta questa norma con soddisfazione, e con la consapevolezza che essa rappresenta un punto di partenza, non un punto di arrivo. Il mercato diventerà davvero sano quando ogni consumatore potrà rivolgersi a un professionista qualificato per gestire le proprie utenze. Quando ogni società di vendita potrà contare su reti commerciali formate, certificate e responsabili. Quando la certificazione non sarà una scelta di alcuni virtuosi, ma uno standard condiviso dall’intero settore.

Quella è la direzione in cui ASSIUM intende continuare a lavorare. Con determinazione, con metodo, con la certezza che un mercato più professionale fa bene a tutti: ai consumatori, alle imprese, al sistema.

A cura di ASSIUM, Associazione Italiana Utility Manager

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