
Federico Bevilacqua – Presidente Assium
Care Socie, cari Soci,
la scorsa settimana avete ricevuto, insieme all’Attestato di Qualità e di Qualificazione Professionale, una comunicazione che ne spiegava il fondamento normativo e le modalità d’uso. Non tornerò su quei dettagli, che restano a vostra disposizione in quella mail. In questo editoriale vorrei invece fare un passo indietro e riflettere insieme a voi sul motivo per cui, da presidente, considero questo attestato uno degli strumenti più importanti che Assium mette nelle vostre mani — e su come, quest’anno, vorrei che lo usaste per trarne valore.
Un mercato senza albo ha bisogno di prove, non di targhe
L’Utility Manager opera in un campo che la legge 4/2013 definisce, con una formula quasi paradossale, come “professione non organizzata in ordini o collegi”. Non esiste un albo, non esiste un esame di Stato, non esiste una riserva di attività. Questo è, a seconda dei punti di vista, un limite o una libertà: è un limite perché chiunque può definirsi consulente energetico o utility manager senza dover dimostrare nulla a nessuno; è una libertà perché lascia spazio a chi vuole davvero distinguersi attraverso la competenza dimostrata, e non attraverso un titolo acquisito una volta per tutte.
In un contesto del genere, la qualità non si presume: si certifica, si rinnova, si dimostra ogni anno. Ed è esattamente questo il ruolo dell’attestato: non un pezzo di carta cerimoniale, ma la prova documentale, riconosciuta da un ente terzo — il Ministero delle Imprese e del Made in Italy — che uno standard professionale esiste ed è stato verificato. Il fatto che non tutte le associazioni di categoria siano abilitate a rilasciarlo, e che Assium lo sia, è un dato che vale la pena ripetere ai vostri clienti tanto quanto ai vostri stessi collaboratori: significa che l’appartenenza ad Assium non è un’iscrizione formale, ma l’ingresso in un sistema di qualificazione controllato dall’esterno.
Dove l’attestato smette di essere teoria e diventa leva commerciale
Il valore di un attestato si misura da quante volte, davvero, entra in una trattativa. Vi propongo quindi alcuni contesti concreti in cui vale la pena spenderlo, oltre a quelli già indicati nella comunicazione della scorsa settimana:
- Nelle gare e negli appalti, pubblici e privati: sempre più capitolati richiedono ai fornitori di dimostrare requisiti di qualificazione professionale del personale coinvolto: l’attestato, insieme alla polizza RC professionale e alla conformità UNI 11782:2020, può diventare parte della documentazione tecnica presentata in sede di offerta, rafforzando il punteggio qualitativo assegnato al concorrente.
- Nei rapporti con banche, ESCo e società di finanza agevolata: quando un progetto di efficientamento energetico richiede la validazione di un tecnico qualificato ai fini dell’accesso a strumenti di finanziamento o incentivo, la qualificazione dell’Utility Manager coinvolto è spesso un elemento che il soggetto finanziatore verifica: l’attestato riduce il tempo necessario a costruire questa fiducia.
- Nella rendicontazione di sostenibilità e nei criteri ESG: sempre più aziende clienti devono dimostrare ai propri stakeholder di essersi affidate a fornitori qualificati anche sul piano della competenza professionale, non solo su quello economico: l’attestato è un elemento che può essere citato nella due diligence dei fornitori.
- Nella trattativa commerciale diretta: quando un cliente confronta più preventivi e fatica a valutare la differenza tra chi propone un risparmio realistico e chi promette risultati non verificabili, l’attestato sposta la conversazione dal prezzo alla garanzia: è un argomento che aiuta a difendere il valore del vostro lavoro, non solo la sua tariffa.
Tre consigli pratici per il mese di luglio
- Primo: inserite l’attestato, insieme alla polizza e alla certificazione UNI 11782:2020, in un vero e proprio dossier di qualificazione da tenere pronto per ogni gara o richiesta di offerta strutturata, così da non doverlo ricostruire ogni volta sotto scadenza.
- Secondo: aggiornate la vostra presenza professionale — sito, profilo LinkedIn, firma email, materiali di presentazione — citando esplicitamente l’iscrizione Assium e l’attestato in corso di validità, e non solo il logo dell’associazione: è la validità certificata, non il marchio, a fare la differenza agli occhi di un cliente informato.
- Terzo: usatelo come argomento in prima persona, non come allegato passivo. Quando un potenziale cliente vi chiede: “Chi mi garantisce che lei sia realmente competente?”, la risposta migliore non è un’affermazione di fiducia, ma un documento verificabile da un ente terzo.
Gli altri temi che stanno muovendo la professione
Approfitto di questo numero per segnalarvi alcuni fronti su cui, come Utility Manager, vi consiglio di restare aggiornati nei prossimi mesi, e su cui Assium sta lavorando per offrirvi materiali e occasioni di approfondimento dedicati.
Il primo riguarda l’evoluzione dei mercati dell’energia elettrica e del gas, con il definitivo superamento del regime di maggior tutela e il conseguente spostamento di milioni di clienti verso il mercato libero: è un momento in cui la domanda di consulenza indipendente, capace di orientare famiglie e imprese tra offerte spesso opache, è destinata a crescere in modo significativo. Chi saprà presentarsi come interlocutore qualificato e riconosciuto avrà un vantaggio evidente rispetto a chi si muove senza alcuna credenziale verificabile.
Il secondo riguarda le Comunità Energetiche Rinnovabili, che continuano a crescere per numero e complessità: la costituzione, la gestione dei riparti economici e il monitoraggio dei flussi energetici richiedono competenze che l’Utility Manager è naturalmente chiamato a offrire, ed è un ambito in cui la qualificazione professionale diventa un requisito sempre più richiesto anche da amministrazioni pubbliche e cooperative di cittadini.
Il terzo riguarda gli obblighi di efficienza energetica degli edifici, con il recepimento italiano della direttiva europea EPBD (la cosiddetta ‘case green’): gli obblighi progressivi di riqualificazione del patrimonio immobiliare, pubblico e privato, apriranno un mercato consistente di diagnosi energetiche, piani di intervento e monitoraggio dei risultati, terreno naturale per la nostra professione.
Il quarto riguarda la digitalizzazione della gestione energetica: la diffusione degli smart meter di seconda generazione e delle piattaforme di monitoraggio dei consumi in tempo reale sta rendendo disponibili moli di dati che, senza una competenza specifica per interpretarli, restano inutilizzate. Saper trasformare questi dati in decisioni concrete per il cliente è sempre più parte del valore aggiunto che un Utility Manager qualificato può offrire.
Il quinto, infine, riguarda l’aggiornamento professionale continuo previsto dalla norma UNI 11782:2020: nei prossimi mesi Assium organizzerà nuovi moduli formativi e webinar dedicati proprio ai temi appena descritti, per permettervi di mantenere allineate le competenze richieste dalla certificazione con l’evoluzione reale del mercato. Vi terremo aggiornati sul calendario nelle prossime comunicazioni.
Per concludere
L’attestato che avete ricevuto non è un punto di arrivo, ma uno strumento di lavoro. Il suo valore non sta nell’essere conservato, ma nell’essere usato: mostrato, citato, allegato, discusso con i vostri clienti. È il segno tangibile di un impegno che rinnoviamo insieme ogni anno, e che distingue chi opera con metodo da chi si limita a promettere risultati.
Vi ringrazio, come sempre, per la fiducia che riponete in Assium, e vi auguro un buon proseguimento d’estate.
Un caro saluto,
Il Presidente di Assium