L’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il mondo. Ma siamo consapevoli di quanta energia serva per alimentare questa rivoluzione? Ogni giorno milioni di persone e aziende utilizzano sistemi di intelligenza artificiale, alimentando una domanda crescente di potenza di calcolo e, di conseguenza, di energia elettrica.
I numeri meritano attenzione.
Secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2025 i data center mondiali hanno consumato circa 485 TWh di elettricità, con una crescita del 17% in un solo anno. I consumi dei data center dedicati all’intelligenza artificiale sono aumentati addirittura del 50%. Entro il 2030 il fabbisogno elettrico complessivo dei data center potrebbe arrivare a 950 TWh, quasi il doppio rispetto al 2025. Anche in Italia il fenomeno è evidente: secondo i dati Terna, ad agosto 2026 le richieste di connessione alla rete per nuovi data center superavano i 101 GW di potenza. Attenzione: si tratta di richieste progettuali, non di consumi effettivi.
Ma cosa significa tutto questo per le nostre bollette?
Il mercato elettrico risponde a un principio fondamentale: domanda e offerta. Se la richiesta di energia cresce più velocemente della capacità di produrla e distribuirla, il rischio è una pressione al rialzo sui prezzi, accompagnata dalla necessità di nuovi investimenti nelle infrastrutture. Non possiamo ancora attribuire una percentuale precisa delle bollette italiane all’intelligenza artificiale. Possiamo però affermare che questa tecnologia sta diventando un elemento sempre più importante negli equilibri energetici. Il vero interrogativo non è quanto crescerà l’intelligenza artificiale, ma se il nostro sistema energetico sarà pronto a sostenerla senza trasferire nuovi costi a famiglie e imprese. Come Delegato regionale ASSIUM Friuli Venezia Giulia, ritengo che questa sia una delle riflessioni che il mercato energetico dovrebbe affrontare fin da oggi. Perché il futuro sarà sempre più digitale. Ma senza energia accessibile, il progresso rischia di diventare un costo per tutti.
di Andrea Lodolo, Delegato regionale ASSIUM – Friuli Venezia Giulia