
Andrea Lodolo
Tradizionalmente, quando un cliente passa da un fornitore di energia a un altro (per esempio per trovare un’offerta più conveniente), la procedura tecnica di cambio può richiedere 1–2 mesi. Con lo switch in 24 ore, la parte tecnica del cambio sarà completata in un giorno lavorativo cioè in 24 ore dal momento in cui il nuovo fornitore comunica la richiesta al sistema.
In pratica: il nuovo fornitore invia i dati al Sistema Informativo Integrato (SII) e, entro 24 ore lavorative, la modifica risulta tecnicamente effettuata. L’intero processo commerciale (richiesta + emissione delle bollette) potrà durare ancora alcune settimane, ma la parte operativa sarà drasticamente accelerata.
La misura ovviamente non nasce in Italia ma dalla normativa europea:
La Direttiva UE 2019/944 (parte del Clean Energy Package) impone agli Stati membri di rendere più veloce e semplice il cambio di fornitore per stimolare concorrenza e scelta dei consumatori.
L’Italia ha recepito questa direttiva con il Decreto Legislativo n. 210/2021.
ARERA (l’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) ha elaborato e approvato le regole tecniche per attuarla (per esempio con la Delibera 117/2025/R/eel).
In sostanza: il progetto è stato voluto dall’Unione Europea e tradotto in legge nazionale, con ARERA che sta definendo e coordinando l’attuazione pratica del sistema.
L’obiettivo iniziale era che la procedura fosse in vigore dal 1° gennaio 2026 tuttavia, secondo alcune fonti, l’attuazione potrebbe essere “entro il 2026” piuttosto che strettamente al 1° gennaio, perché alcuni Stati membri (inclusa l’Italia) stanno ancora adeguando sistemi e regole tecniche.
Quali sono i pro di questa manovra?
Se trovi un’offerta migliore, non devi più aspettare 1–2 mesi perché la parte tecnica si chiude in un giorno lavorativo.
Se cambiare è facile, i fornitori devono proporre offerte più aggressive, migliorare il servizio clienti, ridurre costi inutili. Molti italiani non cambiano fornitore solo per pigrizia o paura delle lungaggini e per questo rendere tutto rapido potrebbe aumentare la mobilità e rompere rendite di posizione.
Quali sono però i contro di questa operazione?
L’aumento del rischio di truffe e contratti attivati senza consenso, l’Italia ha già un problema enorme di:
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telemarketing aggressivo
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contratti attivati con firme digitali “creative”
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registrazioni vocali manipolate
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agenti improvvisati senza esperienza e formazione adeguata
Se il cambio diventa rapidissimo, il tempo per bloccare un passaggio fraudolento si riduce drasticamente. Oggi, con tempi lunghi, spesso il cliente riesce ad accorgersi e intervenire, domani potresti ritrovarti già con il nuovo fornitore.
Uno switch ultra-rapido favorisce il cosiddetto “turismo energetico” con utenti che saltano da un’offerta all’altra inseguendo micro-risparmi. Ci sarà meno stabilità finanziaria nel sistema per cui il mercato sarà meno prevedibile ed i costi strutturali potranno aumentare.
La velocità è un bene solo quando il sistema è sano e purtroppo in Italia non è così.
Andrea Lodolo, Coordinatore nazionale dei delegati & Delegato regionale Friuli Venezia Giulia