In prima istanza va osservato che l'esistenza stessa delle norme è di per sé un fatto positivo a livello macroeconomico, poiché la loro definizione chiarisce le caratteristiche dei beni richiesti dal mercato - e dunque facilita il lavoro dei produttori e le scelte di acquisto - contribuendo a far scendere i costi dei beni primari e intermedi e quindi favorendo la crescita finanziaria, tecnologica e infrastrutturale. Le ricadute puramente economiche del sistema della normazione sui conti dei principali Paesi sono state quantificate da recenti studi con risultati sorprendenti e di grande interesse in un periodo in cui i tassi di crescita sono minimi, se non addirittura negativi. E’ attribuito alla normazione:
  • in Francia e in Germania un incremento del PIL dello 0,8%;
  • in Canada nel periodo 1981-2004 il 17% della crescita della produttività del lavoro (cioè il 9% dell'aumento del PIL);
  • nel Regno Unito nel periodo 1948-2002 il 13% della crescita della produttività del lavoro (cioè un contributo annuo al PIL di circa 2,5 miliardi di sterline);
  • usata diffusamente nel settore delle costruzioni in Nuova Zelanda ha generato un aumento del 1% del PIL globale.
Gli effetti della normazione sulle imprese e sull'interazione tra queste, i fornitori e i clienti, ovvero sul contesto commerciale di riferimento, evidenziano con razionale certezza delle relazioni positive tra il coinvolgimento nei lavori di normazione - o anche il semplice uso delle norme - e:
  • la strategia di mercato;
  • la competitività;
  • la riduzione dei costi;
  • il rapporto coi fornitori;
  • la ricerca e lo sviluppo;
  • la tempistica di mercato;
  • la tutela dell’ambiente;
  • la sicurezza dei prodotti e la responsabilità del produttore.
Diversi studi hanno dimostrato che nel mercato di oggi i consumatori si aspettano un'ampia scelta di servizi e di prodotti a prezzi più contenuti e affidabili per qualità, durata e facilità d'uso… cioè “a norma”. I principali beneficiari diretti delle norme, infatti, sono proprio loro perché le norme definiscono le regole che aiutano a garantire:
  • prodotti e servizi più sicuri, sani e coerenti con la protezione dell'ambiente in cui viviamo;
  • qualità e affidabilità superiori, in base a criteri di valutazione condivisi;
  • migliore compatibilità operativa e di scambio tra i prodotti;
  • scelta più ampia, anche in virtù di un'informazione migliore, tra prodotti e servizi;
  • accesso semplificato e facilitato a beni e servizi;
  • costi contenuti e comunque inferiori a parità di prestazioni.
Abbiamo visto che le norme svolgono un ruolo chiave nella tutela degli interessi delle imprese e dei consumatori, nella protezione dell'ambiente e delle risorse in quanto esprimono il livello più avanzato di interesse generale relativamente ad un prodotto, processo, servizio. Per tutte queste ragioni, per il fatto che l'interesse pubblico è l'interesse di tutti, la Pubblica Amministrazione e l’attività di normazione hanno un rapporto stretto, a volte inevitabile, ma anche complesso dal quale la sussidiarietà potrebbe fare scaturire il contributo qualificante dell’UNI al miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia del Sistema Paese sotto forma di:
  • gli stessi benefici diretti delle imprese e dei consumatori (a seconda del ruolo di erogatore o di destinatario di servizi e beni);
  • definizione dei requisiti e parametri tecnici a supporto della legislazione;
  • tutela delle eccellenze del Made in Italy.